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Uscendo dal
chiostro del Convento e attraversando un breve corridoio adiacente al
refettorio, si va nel grande giardino dei frati, dove in un angolo si
trova la grotta di S. Francesco, immersa nel verde dei pini.
Essa. nonostante siano trascorsi cinque secoli, conserva il suo
aspetto primitivo: umile e rustico ricovero aperto verso il bellissimo
panorama silano. Appena Francesco la scoprì la fece sua e la scelse
come dimora preferita ove si ritirava, nelle ore della notte, per
raccogliersi in preghiera e contemplazione. |
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Il
viale, alberato con pini, che conduce alla "Grotta della
Penitenza" |
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Proprio
in tale luogo il Santo viveva l'esperienza mistica d'unione con
Dio. deliziandosi della bellezza eterna. Vi rimaneva, a volte.
per giorni e notti intere, e, quando ritornava a vivere con gli
altri nel suo volto erano evidenti i segni del contatto divino.
La grotta di Paterno fu sempre la dimora prediletta del Santo e
lì egli inebriava il suo spirito nella grazia divina. Anche
quando, ubbidiente al comando del Papa Sisto IV, Francesco andò
in Francia nel l483, egli recò con sé il ricordo della grotta
ove si rivedeva o scendeva con lo spirito, quando sentiva il
disagio nella corte di Luigi XI.
Paterno conserva gelosamente inalterata la grotta di San
Francesco. meta di innumerevoli pellegrini che la visitano in
religioso rispetto e vi sostano in religioso silenzio.
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La
Grotta: In essa il Santo inebriava il suo spirito della
grazia divina |
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