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Il Santuario di
Paterno ha seguito il corso degli avvenimenti dell'ordine dei
Minimi, che germogliò nel quattrocento, si sviluppò nel cinquecento,
fiorì nel seicento e decadde nel settecento.
La decadenza del Santuario iniziò con la Rivoluzione Francese e,
successivamente, con l'occupazione della penisola da parte di
Napoleone. Nel 1807 il nuovo governo di Napoli soppresse gli Ordini
monastici: i Padri Minimi furono costretti a lasciare il Santuario e i
loro beni furono confiscati e venduti. Ritornarono dopo 36 anni nel
1845. ma nel 1866 una nuova legge colpi gli Ordini religiosi e il
Santuario fu abbandonato per la seconda volta. Finalmente nel 1898. i
Padri Minimi tornarono a Paterno avendo ottenuto in enfiteusi dal
Comune i locali conventuali.
Questo momento costituisce un patto storico importante per l'Ordine
dei Minimi e per il Santuario di Paterno. Fin dal 1899 i Padri
iniziarono un'opera di consolidamento, restauro ed abbellimento alla
Chiesa ed al Convento. |
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L'interesse dei cittadini per il completamento del restauro
ècresciuto in questi ultimi anni. Nel 1968 sono stati restaurati
e decorati il salone cinquecentesco del chiostro e l'oratorio:
nel 1969 e stato costruito un muro di recinto che da sulla
piazza e sono state intonacate le pareti perimetrali del
Convento. Grande è il culto che viene tributato a S. Francesco
nel Santuario di Paterno. Il culto pubblico viene reso nel
venerdì di tutto l'anno e nelle quattro reste annuali, di cui
tre votive.
La prima testa votiva ricorre il 12 febbraio a ricordo del
terremoto del 1854, la seconda cade la terza domenica di marzo a
ricordo del terremoto del 1638, la terza è l'8 settembre per il
terremoto del 1905: esse vogliono essere un rinnovato
ringraziamento a S. Francesco per la sua protezione manifestata
per la nostra terra "ballerina", La festa grande si celebra la
seconda domenica dopo Pasqua in coincidenza con la celebrazione
liturgica. Vi affluiscono migliaia di devoti da Cosenza e dai
comuni vicini. Vengono per elevare al Santo le loro semplici preghiere.
per baciare le sacre reliquie. per rivedere il luogo dove il
Santo ha lasciato le sue tracce, per sciogliere un voto o per
lasciare l'offerta personale o ricevuta dai parenti emigrati,
lontani ma sempre devoti al Santo protettore. Il culto privato
di S. Francesco non ha date; durante tutto l'anno i devoti
vengono a invocare S. Francesco a Paterno che,come è stata la
seconda patria del Santo, così e il secondo centro di culto in
suo onore.
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Una
devota anziana apre il suo cuore a San Francesco |
Come ai tempi della presenza del Santo, ancheo oggi si riparte
da questo luogo, più sereni nel cuore e pieni di pace. I
religiosi che custodiscono il Santuario, conservano lo stile d'accoglienza
del Santo, ponendo a disposizione dei pellegrini il loro
servizio sacerdotale, la chiesa, il giardino, il chiostro e il
refettorio per vivere momenti di vera pace per lo spirito.L'anno giubilare ha visto inserito nei suoi itinerari di
conversione questo luogo santo che. pur conservando il suo carattere
povero, severo e silenzioso, ha assunto un alto valore
spirituale,
divenendo centro di richiamo per tanti smarriti nella vita alla
ricerea di un incontro pieno ed autentico con il Cristo.
Secondo le finalità del Grande Giubileo, promosso dal Papa
Giovanni Paolo II°, nella nostra Calabria ci si ripropone la
riscoperta di luoghi che nel passato ed ancora oggi. hanno favoritouna conversione e riconciliazione con la fede attraverso
l'azione
svolta da grandi figure di Santi.
Fra i tanti paesi c'è Paterno Calabro, dove e ancora viva e forte la voce di S. Francesco. |