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Il filo d'oro da custodire fra le diverse Generazioni di Paterno

 

Ogni paese, grande o piccolo che sia. possiede, senza dubbio. monumenti di vario genere costituenti il prezioso patrimonio che si eredita dai padri e che. a sua volta, più arricchito, deve essere riconsegnato a chi viene dopo. Compiendo fedelmente questo scambio, le generazioni che si succedono le une alle altre, costruiscono la propria storia e le proprie tradizioni.
Nessuna generazione può vantarsi rispetto alle precedenti.quando ognuna, lealmente e con responsabilità, ha cercato di lavorare positivamento ed ha impegnato le migliori energie di pensiero. di volontà e di cuore per erigere e mantenere, nobile ed alta, la dignità dei propri ambienti, per quanto modesti e piccoli essi possano apparire sulle carte geografiche del territorio.

Veduta della Sila (lato Rogliano) dal giardino dei Frati

Il filo d'oro invisibile che allaccia i diversi tempi e le diverse epoche  d'un paese, rende il passato attuale ed il presente preludio d'un avvenire ricco di speranza.
Mai una generazione deve elevarsi come giudice severo di quelle precedenti; piuttosto una serena ed oggettiva critica, fondata sempre s.u quel filo d'oro, può permettersi di rilevare le ombre del passato perché vengano rispettosamente rischiarate dalla nuova ed autentica luce e le luci del passato assunte come luminari dei sentieri misteriosi del presente. Soltanto così il paese cresce e,nonostante il tempo non fermi la sua corsa, esso rimane sempre ricco di quei valori spirituali che nessuno può rullare o annientare. Paterno è ricco di grandi valori. Vi sono quelli religiosi che sono visibili negli svariati luoghi di culto disseminati nel suo vasto territorio; quelli sociali da riconoscere nella sua rete viaria collegante le frazioni del centro paese o delle campagne fra di loro o con i diversi paesi dei dintorni. Quanto sarebbe utile riprodurre, su carta toponomastica, le nostre antiche vie o, con linguaggio nostro dialettale, "cavarelle". Di quante meravigliose esperienze, di lavoro o altro, esse ci informerebbero!
E' mediante esse che si arrivava nei nostri boschi per scegliere e tagliare la legna da utilizzare come travi per la costruzione delle soffitte delle case o per ricavarne introvabile e inapprezzabile mobilia come arredamento dei palazzi dei nobili e degli umili tuguri popolani, artisticamente intagliata e pazientemente intarsiata da veri artisti, anche se il loro nome è rimasto oscuro e perduto nel nostro ignorato passato.
Questi sentieri ci parlano, ancora, dei nostri muratori che, quali "mastri" impareggiabili, costruivano palazzi o modeste case, a pietra e a tufo, con artistici balconi, finestre, cornicioni, archi a tutto sesto, armoniosamente disposti senza umiliare, appesantire o rendere antipatico all'occhio la loro forma ed il prospetto d'insieme.
Erano semplici muratori e manovali ma dall'occhio fine, dalla mano esperta e dal gusto delicato; essi non avevano nulla da invidiare a moderni architetti ed ingegneri.
Tali sentieri ci parlano ancora del grande cammino degli operai della terra (contadini) e del commercio i quali, per assicurare il pane ed il vestito a sé e alle loro famiglie, dovevano levarsi al primo piattino e rincasare a tarda sera. appena la luce cominciava a sorgere e quando essa tardava ad arrivare, col caldo ed il freddo. Che operai stupendi erano questi !
Paterno ha avuto tra i suoi figli santi, fra essi primeggia il P.Paolo Rendace che rimarrà per sempre il più glorioso, mentre nell'Ordine dei Minimi resta un suo luminosissimo astro ed il gioiello del cuore di San Francesco: scrittori e poeti come Nicola Misasi: musicisti come Adolfo Quientieri; coraggiosi emigranti che hanno salpato gli oceani per procurarsi più fortuna, portando. però. oltreoceano, la nostra laboriosità, intraprendenza e cristiana moralità. Soprattutto vanno ricordati gli onesti padri e madri di famiglia: poveramente. ma dignitosamente, impiantarono le loro famiglie trasmettendo ai figli i valori della fede. del sacrificio,dell'impegno e dell'amicizia: i beni più essenziali che ornano veramente l'uomo e lo rendono "Qualcuno".
In Paterno, monumento che riassume tutta la sua grandezza e storia è. e sarà sempre, il Santuario di San Francesco, che ne è come il suo cuore e faro. Voce del Santo Paolano. che lo ideò e volle, parli a tutto il popolo paternese ricordandogli la sua secolare storia di fede e d'ogni altra virtù umana. Sia ben conosciuto da tutti e veramente amato, sapendolo custodire da ogni forma di degrado materiale e, ancor più. morale.
Chi. nel paese, aspira a prendere il governo cittadino sappia che ciò comporta enorme impegno e grave responsabilità.
Non e l'interesse personale o di parte che dovrà promuovere ma servire il paese e cercare il bene di tutti col conservare la ricchissima tradizione ed incentivare, specie nei giovani e nei piccoli. il proseguimento sano e bello del cammino dei nostri padri nella storia.

                                        (articolo di giornale di P.Francesco Rubino)