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Mentre da
alcuni anni pare sia bene avviato il cammino verso l'unita europea di
tutti i diversi Stati costituenti il mondo occidentale, promettente
la-grande speranza di vedersi finalmente accomunati e godenti degli
stessi diritti umani, specie la libertà di sentirsi cittadini non di
un solo paese bensì dell'intero continente, non possiamo sottacere che
tale ansia arse già nel cuore grande e nobile d'un celebre uomo e
santo quale fu San Francesco di Paola.
In forza del suo. per grazia divina. essere elevato col battesimo alla
dignità cristiana, avvertì, come dovere naturale, promuovere con la
parola e l'azione, l'avvicinamento degli uomini, il superamento delle
divisioni, la deplorazione delle ingiustizie, l'obbedienza leale e
costruttiva di tutti nell'ambito della propria posizione e missione
nel mondo.
Vissuto in un tempo quando mancava, addirittura, l'unità fra le varie
regioni d'un medesimo paese. Egli. come uomo suscitato dalla
Provvidenza nel mondo e nella Chiesa . si comportò come cittadino
d'ogni paese e fratello universale, nel rispetto assoluto dei valori
che devono costituire la granitica base del sereno vivere del
consorzio umano.
La sua azione, sempre ispirata alla giustizia ed alla carità, prima si
svolse nell'ambito provinciale cosentino, poi. man mano. si andò
sempre allargando oltrepassando frontiere create dalla natura. monti e
mari. o frapposte dall'egoismo e grettezza degli uomini.
Rappresentante dei disegni di Dio sulla società del suo e d'ogni altro
tempo, fu come un sasso lanciato in un vasto lago producente cerchi
sempre più ampi nell'acqua fino ad avvolgerla tutta.
Francesco di Paola insieme ai suoi seguaci o religiosi parlò d'amore e
di giustizia nella sua Calabria dinanzi alla gente dei suoi luoghi,
poi nella Sicilia, a Napoli nei colloqui di qualche settimana col re
Ferdinando d'Aragona. a Roma dinanzi al Papa Sisto IV. chiamato ed
inviato come suo legato per missione speciale presso il re Luigi XI.
gravemente infermo, che per la speranza di avere prolungata la sua
tramontante vita. s'era rivolto a Roma per l'invio. presso la sua
corte, dell'anziano taumaturgo eremita calabrese.
E Francesco, vedendo nel viaggio in Francia un misterioso disegno di
Dio. prese la via del cammino con coraggiosa fiducia, sicuro d'offrire
al Signore quello che era in suo potere per realizzazioni positive a
pro di molteplici e vaste popolazioni.
Dalla corte di Francia, dove giunse ai primi del maggio 1485, non si
dipartì più. nonostante qualche mese dopo. in agosto. Luigi XI morì,
convertito e riconciliato con Dio dietro il suo aiuto spirituale.
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Veduta
del giardino superiore dei Frati |
Per ben 25 anni. a Plessis-les-Tours. l'opera di Francesco s'estese
non solo come uomo di Dio ma anche come esperto consigliere. in
momenti delicati, di conciliazione, di pace e di giustizia fra le
regioni francesi e tra la stessa Francia ed altri grandi Paesi (Stati)
dell'Europa di allora.
Se non andò lui personalmente in quegli altri paesi, vi inviò i suoi
figli spirituali o religiosi, chiamati "Bonhommes" in Francia, frati
della vittoria in Spagna e Minimi in tutti gli altri, per impiantare
conventi ed estendere lo spirito di penitenza, giustizia e pace del
loro padre e fondatore.
A Paola e Paterno, nel cosentino, a Tours. nella potentissima Francia
di allora, attraverso altre e numerose regioni, si svolse la grandiosa
opera di carità e di pace di Francesco di Paola la eguale non si
arrestò con la sua morte, avvenuta a Plessis-les-Tours il 2 aprile
1507. ma si allargò a tutti i paesi europei con la diffusione dei suoi
religiosi e la creazione d'innumerevoli conventi i quali hanno
lasciato ovunque tracce indelebili di civile e cristiana fratellanza
fra le popolazioni, nonostante varie erano le usanze e diversi i
linguaggi.
L'attuale sforzo di raggiungere una Europa unita con un popolo
egualmente unito e non più minacciato da rivalità e guerre lo
ammiriamo e lo incoraggiamo chiedendo a San Francesco, santo
eminentemente europeista, che illumini e protegga chi spende le
proprie energie di mente e di cuore al raggiungimento perfetto di tale
meta che sia. l'auguriamo di gran cuore, prossima,assoluta e
definitiva.
(articolo di giornale di P. Francesco Rubino) |