Indice dei Capitoli

Paterno e S.Francesco di Paola, Apostolo di Pace

 

Paterno fu tanto caro al cuore di San Francesco clic fu scelto dal Santo come dimora prediletta per molti anni. Non si sa con precisione cosa spinse il Santo a recarsi da Paola a Paterno. Forse la richiesta di una delegazione civica del paese dilaniato da odi atavici e da interminabili contese o, come sembra più probabile, l'invito a lui rivolto da padre Paolo Rendace. nativo di Paterno.Questo giovane, di. nobile casato e di nobili sentimenti cristiani,avendo appreso che nel bosco di Paola un giovane della sua età viveva una mistica esperienza di vita eremitica, volle conoscerlo e si recò da lui. Non tardò poi a chiedergli una visita alle contrade di Paterno. San Francesco accettò l'invito e, una volta giunto nel paese, ne

 

Resa bella dai suoi archi, stupenda appare al pellegrino la facciata del Santuario

 

rimase affascinato giudicandolo luogo incomparabile. dove vivere strettamente congiunto a Dio. "La solitudine del luogo", come benissimo ha scritto il nostro padre F. Rubino, il silenzio della campagna circostante, la centralità del posto che consentiva di abbracciare con l'occhio e la preghiera i molteplici bisogni di tutta la Calabria e, soprattutto, la volontà di richiamare col suo esempio i Paternesi alla pratica dell'insegnamento evangelico dell'amore, gli suggerì addirittura di erigervi il suo secondo convento, dove avrebbe fissato la sua residenza abituale.
Nell'ultima fase dei lavori del cemento di Paola. San Francesco iniziò a Paterno la costruzione della seconda casa religiosa e questa venne denominata "Convento dei Miracoli" dove ogni pietra ne è muta. ma perenne testimone.
Durante la dimora a Paterno, il Santo svolse un apostolato di pace ed egli "sempre dicìa parole sante et bone allo populo per modo che tutti havìa reducti in bona via": operò meraviglie inaudite avvicinando gli uomini a Dio e riportando nei loro cuori la grazia e la pace del Signore.
   

Padre P. Rendace, compagno di S. Francesco e suo amatissimo seguace


Lasciò Paterno quando, il 2 febbraio 1483 , per ordine del papa Sisto IV, fu inviato in Francia al capezzale del re Luigi XI gravemente ammalato. Francesco interpretò quest'ordine come precisa volontà di Dio e partì affidando al Signore i suoi confratelli e la sua terra, sicuro che P. Paolo Rendace, suo fedele e amatissimo seguace, avrebbe continuato la sua opera a Paterno.
Pronta fu l'obbedienza del Santo all'ordine del Papa. ma il suo cuore avvertì il distacco ed il grande sacrificio di questa partenza, come è evidente nelle parole scritte dal Santo nella lettera nota come "Ricordi del Santo Padre ai suoi religiosi prima di partire per la Francia": "Figli miei. che tanto vi amo in Cristo, già mi parto da voi per la Francia, perdio me lo comanda Iddio e il Pontefice romano".
Il 2 febbraio del 1483 iniziò il suo viaggio con pochi compagni, seguendo il percorso interno, attraverso il valico di Campotenese.

Visione panoramica dal piazzale del Santuario, allarga il cuore ed inebria di bellezza lo sguardo

Giunto nel punto dove la Calabria ha il suo confine con la Basilicata, Francesco ascese su di una roccia e si voltò a guardare per l'ultima volta la sua Calabria. Se avesse potuto dare ascolto agli impulsi umani del suo animo, sarebbe dovuto tornare indietro fra la sua gente, ma si piegò sottomesso alla volontà di Dio.
In ricordo di chiesta sua completa sottomissione, sulla roccia ove Francesco era asceso e dalla quale aveva benedetto la sua Calabria, nel momento del distacco, erano rimaste impresse le orme dei suoi piedi. In seguito quella pietra venne asportata e ripartita tra il proprietario del suolo, don Troiano Spinelli, e l'ordine dei Minimi.
L'orma destinata allo Spinelli è conservata nella chiesa della Maddalena a Morano Calabro mentre l'altra. dell'Ordine dei Minimi, è custodita nella cappella delle Reliquie del Santo a Paterno Calabro.