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Dalla Francia.
Luigi XI. gravemente malato, richiese Francesco presso di se, alla
reggia, per essere guarito dal suo male. In questo modo, l'umile
Eremita assurgerà da personaggio provinciale ad un ruolo di rilievo
nazionale ed europeo.
In un primo momento, però. nè il re di Francia, che lo sollecitava a
partire, nè il re di Napoli. Ferrante d'Aragona, riuscirono
minimamente a muovere il Santo da Paterno. Fu. invece, il papa Sisto
IV a chiedergli personalmente di recarsi al capezzale del re francese.
Francesco, vedendo in tale richiesta la volontà di Dio. lasciò
immediatamente la nostra terra e si mosse per la Francia. Con qualche
confratello, il 2 febbraio 1483. a piedi. l'Eremita si diresse verso
Napoli dove giunse il 27 febbraio. Vi fu accolto solennemente sia da
un legato del Papa che dal re Ferrante e dal popolo. Dopo essere
rimasto, ospite del Re, nel Castello Angioino per qualche giorno,
proseguì, poi, via mare fino ad Ostia e, via fiume fino a Roma, dove
ebbe la calorosa accoglienza del Papa Sisto IV, col quale, più volte,
rimase a colloquio privato. In tale occasione Francesco parlò della
sua famiglia religiosa ed offrì al Papa la sua completa e totale
obbedienza.
Ripreso il viaggio per mare. nei primi di aprile, sbarcò a Bormes
oltre Marsiglia e da lì. passando per Fréjus die liberò dalla peste,
proseguì via fiume per la Turenna.
Ad Amboise lo accolse, per ordine del padre, il Delfino Carlo (futuro
Carlo VIII) in maniera sontuosa e, proseguendo il cammino. Francesco
raggiunse Tours. dove il Re e la sua Corte gli resero tanto onore e
rispetto come se fosse stato il Papa stesso. Il Santo già sapeva che
il suo compito era non di guarire il sovrano. ma di prepararlo ad una
conversione di vita e ad una santa morte. Quindi, mentre il Re lo
supplicava con insistenza di dargli la guarigione del corpo.
Francesco, con grande franchezza gli disse un giorno:
"O Re. mettete in ordine il vostro stato e ciò che avete di più caro e
prezioso, la coscienza, perchè non ci sarà affatto miracolo per voi.
la vostra ora e venuta e dovete pensare a ben morire."
Non trascorre, infatti, molto tempo, ma solo qualche mese, che il Re
Luigi XI. pentito e pienamente convertito, rese serenamente la sua
anima a Dio. il sabato 30 Agosto l483. assistito fino all'ultimo dal
Santo. Francesco, dopo la morte di Luigi XI. rimase in Francia quasi
venticinque anni. Pur avendo ottenuto, da Luigi XII, l'autorizzazione
a rientrare in Calabria, i signori tutti e i vescovi sollecitarono il
Re a revocare quel permesso, in quanto la presenza di Francesco a
corte sarebbe stata molto preziosa per il buon governo della Francia.
Francesco, vedendo in ciò il volere di Dio, rimase a Tours fino alla
sua morte. Intanto nel corso di quegli anni, la sua Famiglia religiosa
si affermò in Francia con importanti aperture di monasteri in più
città. |
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San
Francesco lascia Paterno e la Calabria per la Francia,
benedicendole dal Pollino |
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Il Santo
seguiva personalmente la costruzione di questi monasteri come
quelli di Chatellereault, Amiens, Grenohle e Toulouse. Dopo una
lunga vita veramente esemplare e ricca d'ogni evangelica virtù e
dopo aver donato alla chiesa Lina nuova famiglia religiosa.
Francesco, all'età di novant'uno anni. il venerdì Santo 2 aprile
1507, ricevuto il sacramento dell'unzione, affidò per
sempre la Sua anima a Dio. pronunziando le parole:
"O mio Signore, Gesù Cristo. Oh! Buon pastore, conserva i
giusti, giustifica i peccatori, abbi pietà di tutti i fedeli
vivi e defunti e sii propizio a me peccatore. Amen!"
Il cielo si arricchiva di un nuovo Santo. La chiesa lo riconobbe
tale immediatamente: infatti, nel 1512 gli decretò gli onori
della Beatificazione e il 1° Maggio 1519 quelli della
Canonizzazione. Il suo corpo, sepolto a Plessis-les-Tours.
rimase incorrotto fino a quando la furia sacrilega degli
Ugonotti empiamente lo bruciò.
Solo alcuni grossi frammenti vennero salvati da un testimone,
Rene Bedonet, che rimase sconvolto da quella furia.
Conservati nella chiesa di Notre Dame de "la Riche", vicinissima
al convento dei minimi a Tours. una parte di essi fu consegnata
nel 1935 e gelosamente custodita nel Santuario di
Paola,esattamente nella cappella a Lui dedicata.Venerato in
innumerevoli regioni d'Italia. S. Francesco è stato proclamato
dalla chiesa Patrono della gente di mare e Patrono della
Calabria.
La propagazione dell'Ordine dei Minimi fu tale che nel XVIII
secolo si contavano più di 400 conventi in Europa meridionale.
Il culto per il nostro Santo in Francia non appare che nel 1522
con la costruzione a Fréjus di un convento fuori dalle mura,
vicino alla porta d'ingresso della città, che si chiamerà "Porte
Saint Francois".
Il popolo contribuì con le offerte al finanziamento di questo
convento.
Nel 1555 s'iniziò a parlare di una possibile partenza dei frati
da Fréjus a causa del clima nocivo, che aveva causato la morte
di numerosi frati. Il popolo era molto attaccato ai religiosi,
perchè vedeva in essi una protezione dai pericoli sempre
incombenti della peste.Passarono duecento anni e il popolo di
Provenza dimenticò questo flagello. Ma nel 1720 partendo da
Marsiglia, dilagò di nuovo la terribile malattia e, piano piano,
si diffuse in tutto il territorio.Il terrore di una nuova
epidemia fece allora riunire i cittadini di Fréjus, che decisero
di proclamare San Francesco loro Protettore.
La cappella dedicata al Santo, abbandonata da parecchi anni,fu
ingrandita ed abbellita ed in tale occasione fu istituita anche
una solenne processione. Col passare degli anni, questa festa
divenne sempre più importante prendendo il nome di "Bravade".
Oggi, i cittadini di Fréjus, la 5° domenica dopo Pasqua, portano
in processione il busto di San Francesco, seguito da 50
fucilieri che, sulla piazza principale, sparano a salve in suo
onore. |
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