La fondazione
del Santuario si fa risalire al 1444, ma tale data non è suffragata
dalle fonti storiche del tempo. Tre dati cronologici. sufficienti per
stabilire il tempo della costruzione della Chiesa e del Monastero, si
evincono da alcune testimonianze rese durante il processo di
canonizzazione del Taumaturgo:
a) la costruzione del Monastero non potè essere iniziata prima del
1472 perchè in quell'anno San Francesco venne da Paola a Paterno per
la scelta del suolo sul quale doveva sorgere il Monastero.
b) la fabbrica non si protrasse, certamente, per un trentennio, sia
per l'abbondanza dei prodigi operati dal Santo e sia per la presenza,
nel cantiere, di un centinaio di operai;
c) la costruzione della chiesa cominciò o verso il 1472 assieme
all'antico romitorio o qualche anno prima.
E' certo die i lavori della chiesa furono condotti a termine verso il
1480 mentre quelli del monastero continuarono fino al 1483. Comunque
la chiesa e il romitorio di Paterno furono costruiti dopo il convento
di Paola, ma, senz'altro, prima dei conventi di Spezzano e Corigliano. |
Ai lavori
presero parte numerosi uomini e donne del paese ed anche molti
artigiani dei paesi vicini. La costruzione procedeva con grande
fervore e, nel momento in cui bisognava collocare l'architrave
sul portale,ccadde un evento prodigioso: l'architrave, per
intervento del demonio. si spezzò in tre parti, ma il taumaturgo
prese i tre pezzi in una sola volta e li collocò sullo stipite.
Ancora oggi. dopo molti secoli, l'architrave perdura immobile.
Sono chiaramente visibili sul frontespizio delle iscrizioni che
rimandano alla data di costruzione della chiesa: il nome Jesus
su una prima riga, due date con le prime due cifre in comune e
le altre accavallate 1 4 47 47 sulla seconda riga e la sigla S F
D P sulla terza.
Secondo P. Michele Stea. autore della monografia "11 Santuario
di Paterno Calabro". la sigla potrebbe essere così interpretata:
Sedes Fundata Dei Parenti cioè tempio innalzato alla Madre di
Dio. Il numero potrebbe essere scomposto in due. 1444 e 1477,
indicanti gli anni di inizio e di fine lavoro.
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Interno
del Santuario |
Ma l'osservazione più attenta dell'iscrizione
ha portato ad una scoperta ed a conclusioni diverse:
1. la parola Jesus e le lettere S F D P furono rifatte in un
secondo tempo sulle lettere incise in precedenza a caratteri
corsivi:
2. la prima iscrizione fu fatta nel tempo in cui nella lunetta
del portale fu dipinto l'affresco di S. Francesco (1520):
3. più tardi, probabilmente verso la seconda metà del 500. furono
rifatte le lettere del nome Jesus e della sigla e, tra una riga
e l'altra, fu inserito un numero indicante i due anni in cui si
riteneva che fossero iniziati e finiti i lavori.
La sigla viene quindi così interpretata: Sanctus Franciscus de
Pania. Ancora oggi resta irrisolto l'enigma dell'architrave del
Santuario di Paterno. La chiesa ha per prospetto un portico a
due piani con due ampi archi nella parte inferiore e con sei
piccoli archi nella parte superiore.
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La Volta |
L'interno della chiesa è stato restaurato nel secolo scorso: si
presenta in duenavate, dove si trovavano gli altari dei vari
Santi e l'altare maggiore.
Le pale degli altari risalgono al 700. Opere di pregevole
fattura sono il tronetto del Presbiterio, il coro, il soffitto a
cassettoni della Sacrestia, il lavabo in pietra e la nicchia
delle reliquie in noce intarsiata. In quest'ultima si
conservano, oltre al busto ligneo del Santo, un ossicino di San
Francesco, un cappuccio, una funicella, i calzari in stoffa del
Santo, due codici liturgici del XIII sec. usati dal Santo, la
pelle della trota risuscitata, la pentola metallica e una delle
due pietre sulle quali il Santo, partendo per la Francia, lasciò
impresse le orme dei suoi piedi. Il portale del Santuario e
archiacuto e il chiostro, in tufo, ad arcate gotiche con lunette
istoriate nell'800.
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La
Cappella del Santo |
Le
campane dell'orologio |
La loggia
che sovrasta l' ingresso e a quattro archi tondi; il campanile,
fu eretto. probabilmente, nella seconda meta del 500; la cella
campanaria e dotata di quattro campane e, sotto di essa. si può
osservare un orologio pubblico fattovi collocare per voto da un
emigrato all'inizio del secolo scorso.
I luoghi del Santuario, richiamanti il gusto artistico dei
visitatori, oltre la Chiesa, sono il Refettorio e il Chiostro.
Il Refettorio è una vasta sala. tramezzata da due file di
colonne corinzie ottagonali, collegate con archi che sostengono
il soffitto, rivestito di tavole arabescate: sulla parete di
fondo, vi e un grandioso affresco dell'Ultima Cena" del 500 .
Ii chiostro, luminoso e armonioso, di figura quadrangolare, ha
per ogni lato, sei arcate ogivali, che poggiano su altrettante
colonne.
Nel centro, spartito ad aiole, vi era l'antico pozzo, che
raccoglieva le acque piovane dei tetti del Convento e da qualche
anno, è stato riempito
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Il
Chiostro |
Affresco
dell'Ultima Cena |
di pietre
e sostituito con una vasca con pesci. Nei corridoi vi sono
31 lunette, otto per ogni singola parete interna, tranne quella
dove c'è il portone d'ingresso, con affreschi del '600 ,
raffiguranti alcuni miracoli di S. Francesco a Paterno ed
episodi della sua vita. Esse hanno costituito il libro facile da
leggere sulla vita del più grande dei calabresi di tutti i
tempi: S. Francesco di Paola.
Pur necessitando di un urgente restauro da parte di coloro che
hanno il compito di conservare il patrimonio della nostra
cultura calabrese, esse continuano a parlare al nostro cuore e a
testimoniarci l'opera meravigliosa del Santo.
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